La storia del volo Japan Airlines 123, precipitato il 12 agosto 1985 tra le montagne della prefettura di Gunma: la rottura della paratia di pressione, i 32 minuti di emergenza e le 520 vittime.
Il 12 agosto 1985, il volo Japan Airlines 123 decollò dall’aeroporto di Haneda, a Tokyo, diretto a Osaka-Itami. Era un volo interno, affollato anche per il periodo delle festività dell’Obon, e a bordo del Boeing 747SR JA8119 c’erano 509 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio.
Pochi minuti dopo il decollo, però, un rumore improvviso cambiò tutto. Alle 18:24:35, poco prima di raggiungere la quota di crociera, l’aereo subì una decompressione esplosiva. La causa sarebbe stata individuata nella rottura della paratia posteriore di pressione, indebolita da una riparazione non corretta effettuata anni prima dopo un incidente in atterraggio.

Japan Airlines: la rottura in volo e i 32 minuti di emergenza
La rottura della paratia provocò danni devastanti nella parte posteriore del velivolo. Il 747 perse gran parte della deriva verticale, il timone e tutti e quattro i sistemi idraulici. In pratica, l’equipaggio non poteva più controllare normalmente l’aereo.
Nonostante questo, i piloti riuscirono a tenerlo in aria ancora per circa 32 minuti, cercando di governarlo con variazioni di potenza dei motori. Il velivolo oscillava, saliva e scendeva in modo incontrollabile, mentre dalla cabina partivano richieste di emergenza e il tentativo di rientrare verso Tokyo.
Alla fine, il Japan Airlines 123 precipitò in una zona montuosa della prefettura di Gunma, nell’area del Monte Takamagahara, vicino al Monte Osutaka, nome con cui il disastro è rimasto conosciuto nel mondo.
Le vittime, i superstiti e la causa accertata
Il bilancio fu terribile: morirono 520 persone, tra cui tutti i 15 membri dell’equipaggio. Solo quattro passeggeri sopravvissero, ritrovati vicino alla sezione di coda staccatasi dal resto del relitto.
Le indagini stabilirono che il punto d’origine della tragedia era una riparazione eseguita dopo un tailstrike del 1978 a Osaka. Il danno alla paratia era stato riparato in modo non conforme: nel tempo, i cicli di pressurizzazione causarono cricche da fatica fino al cedimento catastrofico.
Il disastro del volo Japan Airlines 123 resta ancora oggi il più grave incidente della storia dell’aviazione che abbia coinvolto un solo aereo. Ma resta anche una lezione durissima: un errore tecnico nascosto per anni può trasformarsi, nel momento peggiore, in una tragedia immensa.